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Black country di Joel Lane | RECENSIONE

di Federico Rossi





Titolo: Black country
Autore: Joel Lane
Editore: Zona 42
Data di pubblicazione: 27 maggio 2026
ISBN: 979-1282183178
Prezzo (Euro): 18,9 (flessibile), 9,49 (ebook)
N. Pagine: 348
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Con una scrittura malinconica, a tratti poetica e apparentemente antitetica rispetto alla materia trattata, Joel Lane ci racconta la vita di un poliziotto della Black Country (Midlands Occidentali inglesi, intorno a Birmingham) testimone di vicende incredibili e inspiegabili. Perché definire questo stile “antitetico”? Forse è la parola più adatta, poiché la prosa, liscia e setosa, genera un cortocircuito straniante con la “muffa nera” e l’orrore della degradazione umana che descrive, lasciando nel lettore una profonda sensazione perturbante.

Facciamo un passo indietro: Joel Lane  (1963 – 2013), è stato uno scrittore inglese di horror e dark fantasy che ha legato indissolubilmente la sua vita e la sua opera a Birmingham. Abbastanza sconosciuto in Italia, in patria ha saputo conquistare la stima dei colleghi, venendo selezionato in antologie di riferimento come “The Year’s Best Horror Stories” e “Best New Horror”.

Modern Weird urbano

Il volume pubblicato da Zona42 raccoglie storie uscite originariamente nel 2012 con il titolo “Where Furnaces Burn”, capaci di aggiudicarsi il prestigioso World Fantasy Award nel 2013 come miglior antologia dell’anno.

Siamo quindi di fronte ad un mosaico di racconti che spaziano e mescolano tra loro weird, fantastico, noir e horror, collegati tra loro attraverso la voce di un poliziotto delle Midlands occidentali inglesi, impegnato nell’arco di oltre vent’anni a indagare casi che sfuggono continuamente ai confini della realtà (se tutto ciò vi ricorda X-Files, siete nel giusto).

Le situazioni sono tra le più disparate: dalla faida tra famiglie criminali rivali che culmina con la “creazione” di una bambina fantasma che uccide con veleno per topi, alla setta che all’interno di una chiesa abbandonata brucia i fedeli per farli rinascere grazie ad un liquore magico, al folle ricettatore ossessionato da una ragazza che esce dai muri e legata ad una famiglia che dimora sul fondo di uno stagno.

Adesso la notte sanguinava attraverso il muro. Si aggrappava al cavo del telefono, ispessiva le tende. Prometteva sogni che non avrebbe mai concesso.

Prosa e influenze

I racconti sono brevi ma densissimi, sorretti da descrizioni avvolgenti che restituiscono tutta la malsanità delle atmosfere: una costellazione di canali inquinati, fabbriche dismesse e pub fatiscenti.

La scrittura, oscura, malinconica, soffice e profondamente radicata nel proprio territorio, si rivela anche uno strumento di feroce critica sociale e politica contro l’urbanizzazione selvaggia, l’alienazione, la tossicodipendenza e, più in generale, il degrado che l’Uomo infligge all’Uomo.

Joel Lane ha preso l’eredità del weird cosmico di Lovecraft, la weird fiction di Ramsey Campbell e le strange stories di Robert Aickman, calandole nel cemento armato e nella disperazione urbana della working class inglese. Un capolavoro di “modern weird” che vi lascerà addosso un senso di sottile inquietudine e una profonda malinconia, proprio come una camminata notturna sotto la pioggia in una città industriale deserta.

COSA MI È PIACIUTO:
Atmosfera
– Vuoi centellinarlo, ma ne vuoi sempre di più

Intrigante ramo del weird

COSA NON MI È PIACIUTO:
Alcuni racconti davvero criptici

VOTO: 5/5⭐⭐⭐⭐⭐

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